Share this post

Il Diversity Management supporta il cambiamento aziendale, valorizzando lo Smart Working in ottica inclusiva e di reale lavoro per obiettivi. Scopriamo perché.

La Crisi generata dal Lockdown

Negli ultimi mesi stiamo attraversando una crisi epidemiologica di dimensioni mai affrontate prima, le cui pesanti conseguenze di tipo sanitario, economico e sociale investono l’intera collettività su scala globale. L’impatto della crisi è enorme anche nei settori lavorativi: colpite duramente dagli effetti del lockdown, molte aziende stanno subendo forti perdite in termini di bilancio e l’imposizione di chiusure prolungate sta portando ad un generale calo in termini di produttività; altre sono costrette a ridimensionarsi ed alcune a chiudere, portando il nostro paese sull’orlo di una nuova crisi economica dagli effetti concreti ancora sconosciuti. 

 

Una soluzione: lo Smart Working

Questa situazione emergenziale sta impattando sulla produttività aziendale e sui processi organizzativi interni, per cui si esige una profonda trasformazione in termini produttivi, organizzativi ed umani. Per garantire la propria sopravvivenza, le aziende devono necessariamente innovare i processi di lavoro per renderli effettivi ed efficienti anche a distanza, decentralizzando la tradizionale sede di lavoro (l’ufficio) in nuclei sinergici rappresentati dai singoli lavoratori. Se prima il lavoro in presenza facilitava una modalità comunicativa fluida e la supervisione del lavoro, oggi si è affermato un nuovo modello organizzativo che interviene nel rapporto tra individuo e azienda, trasformando le organizzazioni stesse e il modo di viversi il lavoro da parte delle persone, fondato (se ben realizzato) su maggiore fiducia e collaborazione. Lo Smart Working, in questo senso, rappresenta un passo in avanti in questa direzione, insieme ad una forte spinta all’innovazione e digitalizzazione per molte aziende italiane (notoriamente in ritardo su tale versante) e al conseguente avvicinamento agli obiettivi europei per l’attuazione dello sviluppo sostenibile (Nazioni Unite, Agenda 2030). 

 

Lo Smart Working come strumento manageriale

Questo periodo storico ci sta obbligando a porre con forza l’attenzione sul difficile bilanciamento tra la gestione dell’emergenza sanitaria, la tutela del diritto alla salute delle persone e l’integrazione nella vita sociale e lavorativa del paese. Attraverso l’adozione di tecnologie abilitanti e accessibili, gestite da adeguate politiche aziendali e organizzative, è possibile per molte aziende continuare a lavorare e a farlo in modalità completamente diverse da quelle a cui si era abituati. Lavorare in Smart Working non significa infatti lavorare da casa, ma rappresenta uno strumento manageriale innovativo, che implica il passaggio da una valutazione del lavoro basata sul tempo e sulla presenza a una focalizzata sui risultati della prestazione lavorativa (lavorare per obiettivi).

Questa disponibilità al cambiamento, al ripensamento del proprio assetto organizzativo, rappresenta un’opportunità per le aziende che intendono intraprendere una nuova linea di sviluppo organizzativo basata sull’inclusività e la collaboratività. 

 

Lo Smart Working come supporto alla Diversity

Se spostiamo il focus dagli aspetti organizzativi tradizionali alle novità portate dall’emergenza in corso, scopriamo che l’implementazione di strategie innovative e l’utilizzo di strumenti tecnologicamente performanti possono modificare gli antichi approcci al lavoro; configurandosi in chiave plurale e diversificata, vediamo come la gestione delle risorse umane si trasforma, puntando alla creazione di un ambiente lavorativo inclusivo dove l’espressione del potenziale di ciascun individuo può essere utilizzata come leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. 

 

Il Diversity Management nei processi di cambiamento

In quest’ottica è proprio il Diversity Management ad arrivare in aiuto dei Manager a capo di questi processi di cambiamento: lo scopo del Diversity Management è proprio quello di valorizzare pienamente il contributo di ogni dipendente, che è unico a sé e crea valore nella differenza dagli altri. Questo consente alla singola persona di arricchire il proprio lavoro e contribuire alla performatività aziendale a partire dalla propria condizione specifica (genere, provenienza geografica, età, disabilità), condividendo e valorizzando le competenze ed esperienze legate alla propria diversità. Una corretta gestione delle differenze comporta una maggiore consapevolezza di Manager ed in particolare dell’area Risorse Umane delle dimensioni individuali attraverso le quali i dipendenti osservano e fanno esperienza della propria realtà sociale e lavorativa, e quindi la possibilità di compiere scelte organizzative che utilizzino al meglio tale ricchezza. 

 

Diversity Management per un lavoro inclusivo e per obiettivi

In un contesto in cui il lavoro è sempre più decentralizzato, la capacità di controllo dei responsabili sempre più ridotta dal mutare delle condizioni fisiche stesse del lavoro e il rischio di isolamento e sovraccarico di lavoro da parte dei singoli dipendenti sempre più alto, il Diversity Management rappresenta la strategia vincente per ricreare un ambiente inclusivo e collaborativo. Gestire in maniera positiva il proprio ambiente di lavoro, fisico e non, permette alle risorse di sentirsi parte di una collettività che divide compiti e obiettivi da raggiungere in funzione delle specificità di cui ogni dipendente è portatore; in questo modo, si è più coinvolti e motivati e dunque in grado di offrire maggiore flessibilità, una maggiore propensione a cercare soluzioni creative e costruttive alle difficoltà affrontate quotidianamente dall’azienda e dunque al raggiungimento degli obiettivi comuni, finalizzati all’aumento della produttività aziendale stessa.

 

Fronteggiare il cambiamento: si può fare.

Se l’azienda sarà guidata da una gestione manageriale in grado di fronteggiare il cambiamento, supportata da strumenti regolamentari adeguati e da tecnologie accessibili e performanti, sarà possibile realizzare l’innovazione dei modelli organizzativi di cui tanto si parla in questo periodo, al fine di sviluppare nuove relazioni e nuovi mercati, attrarre nuovi talenti alla propria impresa e creare un clima interno in cui ciascuno si senta valorizzato, parte dell’organizzazione e dunque motivato alla crescita della stessa.     

 

Vuoi approfondire l’argomento? Guarda i webinar di Introduzione Formativa di DNA

Se la tua azienda è interessata a implementare processi di cambiamento, scrivi a staffdna@differenceinaddition.org e fissa un incontro per una consulenza gratuita.

 

A cura di Federica Maiucci

Articoli correlati

26 NOVEMBRE 2020

Dal Digital Divide all’Inclusione Digitale

Quanto è importante la digitalizzazione per una una società inclusiva, equa e giusta?

17 NOVEMBRE 2020

Il Diversity Management per superare la Crisi Covid

Per superare la crisi si deve ripartire dalle singolarità delle persone, dai loro specifici talenti, dalle loro unicità. Perché le persone sono il vero DNA delle

3 NOVEMBRE 2020

Moda, Marketing e Diversity

Come il settore moda vive il tema della Diversity? Si tratta solamente di brand reputation o è possibile per una grande azienda strutturare una gestione autentica della...

23 OTTOBRE 2020

Online i webinar di introduzione formativa Autunno 2020

Guarda ora i webinar di introduzione formativa Autunno 2020, trasmessi su Performaredigital.it!

X